L’orologio del clima nasce da un progetto denominato Climate Clock, che coinvolge l’Università Concordia, la David Suzuki Foundation, in seno al Future Earth e Climate Reality Project; esso è installato presso lo Human Impact Lab, in seno all’ Università Concordia di Montréal. Il progetto è stato lanciato nel 2015.
L’orologio climatico globale visualizza in tempo reale il tempo residuo (“deadline”) per limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C, espresso in anni, giorni, ore e secondi. La sezione “lifeline” presenta indicatori dinamici di mitigazione e sostenibilità , tra cui: la percentuale di energia mondiale prodotta da fonti rinnovabili, la quota di terre e oceani protetti (attuale e proiettata), l’entità dei sussidi ai combustibili fossili da eliminare, i capitali disinvestiti dai fossili, i benefici economici potenziali di un’azione tempestiva, l’estensione dell’agricoltura rigenerativa, il ruolo delle popolazioni indigene nella tutela dei territori e la rappresentanza femminile nei parlamenti.